ESPERIENZA – DA CERTE PRIGIONI SI PUO’ USCIRE E NON VOLTARSI PIÙ INDIETRO

ESPERIENZA

Erano la metà degli anni 60, rieccheggiava nelle case la canzone di Bobby Solo “una lacrima sul viso”, gli anni del bum economico, il babbo aveva trovato lavoro in una prestigiosa fabbrica di medicinali. Lui e la mamma si erano conosciuti in Inghilterra nel 54 e subito si erano sposati, erano emigrati da una povera Italia per andare in cerca di fortuna, in Inghilterra il babbo aveva lavorato in miniera, lavoro faticosissimo, dove si prese un enfisema polmonare che lo ha accompagnato fino alla fine dei suoi giorni; mentre la mamma aveva lavorato in un’ospedale come infermiera, dove curavano le persone danneggiate psicologicamente dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, poi quando la mamma rimase incinta tornarono in Italia, la loro bella Italia dove anche per loro si vedevano all’orizzonte prospettive di lavoro, e perchè no stare di nuovo vicino alle loro famiglie.
Il primo ricordo, il più lontano di quando avevo 4 anni è che ci riunivamo in una stanzetta semibuia un garage con la saracinesca che scorreva, in una zona alla periferia della ridente cittadina dove abitavamo, dopo avere fatto 6 interminabili km a piedi per raggiungere l’adunanza, la sala del regno, questo sia d’inverno che d’estate e per due volte la settimana, la domenica ed il venerdì, andata e ritorno a piedi, il venerdì anche fino a notte inoltrata, io mia sorellina più grande e i miei genitori ed una 20ina di altre persone, in una stanzetta semibuia, poi la mamma prese la patente e tutto fu diverso.
Ricordo i primi divieti che ci furono dettati da mio padre, quelli che pian piano ci isolarono dal resto del mondo che io avevo conosciuto fino ad allora. Non dovevamo più recitare le preghiere della sera, l’ave Maria e il gloria Padre, che ripetevo come una cantilena senza poi in realtà capirne i contenuti. Sparirono tutti i simboli, croci e immagini di santi appese alle pareti, mi fu tolta la medaglietta d’oro che portavo al collo in ricordo del battesimo cattolico che mi avevano fatto, mi fu proibito entrare nelle case delle mie amichette del palazzo, perchè prima o poi sarebbe arrivata la fine del mondo, Armaghedon, e loro sarebbero morti tutti se non diventavano anche loro testimoni di Geova.
Non dovevamo più parlare con la nonna e le zie e gli zii di Gesù, noi eravamo nel mondo ma non ne facevamo parte, eravamo privilegiati.
Poi arrivò il mio primo giorno di scuola, la prima elementare; mi accompagnava mio padre. Subito disse alla maestra che dovevo essere esonerata nell’ora di religione, che non dovevo partecipare alla preghiera mattutina appena entrati a scuola, che non potevo partecipare con nulla che aveva a che fare con compiti o temi che avevano come argomenti la religione, recite natalizie e lavoretti che in genere i bimbi preparavano per poi portare a casa per le varie festività cattoliche, non potevo partecipare a feste di compleanni e non potevo festeggiare il mio compleanno a scuola e fuori.
Mi fu proibito indossare i pantaloni, che a me piacevano tanto perchè durante l’inverno mi tenevano al caldo, mi fu proibito indossare gli abiti di carnevale perchè era da pagani, mi fu proibito entrare nelle chiese od istituti religiosi, e tanti tanti altri divieti.
Ero entrata a far parte di un mondo di eletti, perchè per noi ci sarebbe stata la salvezza quando per gli altri sarebbe arrivata la distruzione se non entravano anche loro nella “verità” (cosi viene definita la loro organizzazione).
Ma ecco la “verità “. Ero una bambina ricca di immaginazione, molto intelligente ma con delle mie idee proprie; mi chiedevo sempre come poteva un Dio amorevole distruggere tutte quelle brave persone che io conoscevo, i miei nonni i miei cuginetti, gli zii e le zie, che anche loro credevano di stare dalla parte della verità?
Nel 1967 nacque la mia seconda sorellina, eravamo tre sorelle!
Nel frattempo crescevo, ero molto studiosa e ricordo chiaramente che al contrario di mio padre che dimostrava molto la sua fedeltà ai testimoni di Geova, mia madre era una donna fredda e calcolatrice e non si era mai schierata chiaramente; per questo motivo mio padre fu accusato di non sapere sottomettere completamente la moglie, quindi privato di quei privilegi che gli altri uomini della congregazione negli anni acquisivano, come diventare sorvegliante, allora negli anni 60 non c’erano ancora gli anziani che vennero dopo, insomma in casa c’erano delle diatribe tra i miei genitori.
Poi nei primi anni 70 mia madre entrò a lavorare in un centro servizi culturali, una biblioteca, e per me si aprì un mondo nuovo. Il babbo lavorava in fabbrica dal mattino fino alle 17 del pomeriggio, e quando io uscivo da scuola andavo a casa a mangiare e poi i compiti li facevo in biblioteca dove mia madre era impiegata, quella biblioteca dove c’erano migliaia di libri che aspettavano solo me per essere letti, scandagliati, bevuti ed assaporati nella mia voglia di sapere. E si perchè mi era proibito avere oltre ai libri di scuola e quelli dell’organizzazione, qualsiasi altro libro che avrebbe potuto inquinare la mia mente.
In casa si dovevano leggere solo le pubblicazioni e i libri dei testimoni di Geova.
Poi arrivarono gli anni delle medie, dove io eccellevo in tutte le materie scolastiche. Continuavo a frequentare tutte le adunanze e la domenica dovevo alzarmi presto per andare in servizio di porta in porta, recitavo le parole del caso e presentavo le due riviste Torre di Guardia e Svegliatevi, mi limitavo a fare il mio dovere di figlia non obbiettavo nulla obbedivo, ma sotto sotto sentivo che tutto quello che cercavano di inculcarmi mi scivolava addosso senza intaccarmi minimamente, continuavo a dirmi che tutto quello che dicevano nelle adunanze e che mio padre mi insegnava non corrispondeva alla realtà.
Oltre alle adunanze spesso c’erano le assemblee, 3/4 volte l’anno dove ci si ritrovava con centinaia di altre persone.
Passata la seconda media dovevo andare in terza, mio padre mi comunicò che non avrei più frequentato la scuola, che dovevo impegnarmi nel fare la proclamatrice; mi rifiutai e così per allontanarmi da qualsiasi inquinamento mentale fui messa a lavorare come bambinaia, la mattina, ed il pomeriggio mi trovai un’altro lavoro uguale purchè sfuggissi di dovere andare in giro per le case dove più volte avevo corso seri pericoli incontrando anche dei seri malintenzionati, andavamo casomai due ragazze invece che un adulto ed un ragazzo.
A metà anni 70 mi resi conto di quello che realmente accadeva nelle congregazioni, che da quella piccola buia degli anni 60 erano diventate 4 grandi, dislocate in diverse parti della città.
Una mia sorellina di fede, cresciuta con me e alla quale ero molto legata rimase in stato interessante, incinta, aveva 10 anni, io ero più grandicella, sparì dalla vista di tutti e sia lei che la madre non si videro più. Un giovane anziano fu disassociato per avere commesso fornicazione, la sorellina partorì una creatura che fu abbandonata all’ospedale, lo venni a sapere dopo da una amica infermiera che lavorava nel reparto di ostetricia dell’ospedale della città. Lei e la madre andarono a vivere in Germania. Non ne seppi più nulla.
Gli anziani mi chiamarono per dirmi che dovevo prepararmi per il battesimo, che la mia bellezza era di inciampo per altri fratelli, che ero troppo appariscente, con quei capelli lunghi e le curve sinuose, di adolescente, scatenavo pensieri impuri nei maschi, ed invidie nelle altre ragazze, che meglio sarebbe stato che mi trovassi un fidanzato. Non risposi.
Nel 1975 in una assemblea a livello regionale dopo attenta preparazione con gli anziani ero pronta per il battesimo; io chiesi di aspettare ancora un poco perchè non ero convinta ma fui quasi trascinata in piscina e così fui battezzata.
Fui chiesta in moglie da un anziano della mia sala del regno, di nome e anche di fatto, visto che aveva 30 anni ed io 15, gli risposi che avevo altre mire che prendermi un marito come lui, che volevo riprendere gli studi interrotti, che la mia volontà non doveva essere messa in discussione. Devo ad onor del vero dire che mai mio padre mi ha detto di lasciare casa o mi abbia mai ripresa, ero sempre la sua amatissima figlia. Dopo il mio rifiuto a prendere fidanzato, lo stesso pretendente ed altri due anziani vennero a casa per dirmi che forse il mio battesimo era stato un errore e che al mio primo sbaglio mi avrebbero disassociata.
Quell’anziano tanto volenteroso di sposarmi convolò a nozze con una giovane “sorella” di 16 anni appena, fu costretta dai suoi genitori nonostante il suo diniego, era molto bella e si seppe molto dopo che il matrimonio fu annullato per problemi sessuali del marito che mai era stato un marito.
Intanto quell’anno un bimbo morì all’interno della nostra sala del regno i suoi giovani genitori avevano rifiutato trasfusioni di sangue a seguito di una improvvisa malattia, me lo ricordo ancora quel bambolottino biondo e riccioluto, spesso me lo prendevo in braccio e me lo coccolavo, era figlio unico.
Ripresi gli studi anche se continuavo a frequentare le adunanze sempre più mal volentieri, la mattina lavoravo ed il pomeriggio potevo pagarmi una scuola privata, mi diplomai e poi intrapresi le medie secondarie. Posso affermare che sia stata proprio la cultura e gli studi che ho intrapreso che abbiano fatto la differenza, infatti a quasi tutti i giovani venivano fatti interrompere gli studi alla terza media, perchè il sapere e la conoscenza apriva ampi orizzonti che sarebbero stati pericolosi, bisognava chiudere i contatti con il mondo per meglio essere indottrinati.
Siamo nel mondo ma non ne facciamo parte, dicevano.

Intanto nella congregazione avvenivano disassociazioni di giovani “fratelli e sorelle” che a dire degli anziani avevano peccato. Un giovane fratello fu disassociato perchè aveva tendenze femminili, infatti a me anni prima confessò di provare attrazione per i maschietti invece che delle femminucce che lui aveva provato a contrastare questi sentimenti ma che la sua natura lo portava verso il sesso maschie, era gay, ma non aveva mai manifestato fino ad allora nessun sentimento verso nessuno, aveva 16 anni; altre ragazze furono buttate alla gogna pubblica perchè si erano innamorate di ragazzi del “mondo”. C’era un clima irrespirabile, si era aperta una caccia alle streghe, i giovani venivano costantemente spiati, seguiti, fare la spia sugli altri era diventato un dato di fatto, le maldicenze sull’uno o sull’altro erano all’ordine del giorno.
Smisi di frequentare le adunanze, così naturalmente, senza opposizione da parte dei miei genitori. Vennero a casa degli anziani che volevano parlarmi, ma non mi abbassai nemmeno ad ascoltarli, dissi loro semplicemente che non avevo nulla da dire o da ascoltare, dissi che ero una persona libera, che non avevo mai creduto che sarebbe arrivata la fine del mondo, che ero nel mondo e ne volevo fare parte.
In questo racconto ho parlato in esclusiva di me e non della mia famiglia se non in senso generale, ho volutamente omesso i luoghi e nomi delle persone. E mai e poi mai, nemmeno dopo che io e mia sorella più grande fummo disassociate, mio padre accenno ad un rimprovero o ad una emarginazione, eravamo sempre le sue adorate figlie, perchè chi ama veramente non rinnega i propri figli e non alza cortine di ferro diceva lui.
Alla fine degli anni 70 ho conosciuto un ragazzo eccezionale, ci siamo innamorati, lui si dichiarò a mio padre che gli volle subito bene come un figlio, mi sono felicemente sposata dopo poco ed andata a vivere a molti km di distanza dalla mia famiglia, perchè mio marito viveva in un’altra città, e assieme abbiamo creato un’azienda fiorente, abbiamo avuto una splendida figlia.
Lui mio padre si è spento tre anni fa da Cristiano Testimone di Geova, il discorso funebre fu tenuto all’interno del cimitero come da sua volontà e inaspettatamente arrivarono più 1000 persone, c’era stato un tam tam che si era propagato come una marea improvvisa, tutte quelle che lui aveva portato alla “VERITA”, i suoi amati studi biblici, erano tutte lì e mille braccia mi strinsero nel vero senso letterale della parola, quello era stato il giusto riconoscimento ad un uomo che era stato osteggiato dai suoi “fratelli di fede”, che mai gli avevano concesso il tanto agoniato piacere di diventare un “anziano”.
La religione dei testimoni di Geova, gioca fondamentalmente nel fare proseliti di persone deluse dalla vita, reduci da lutti, in difficoltà economiche, emarginati e con conflitti interni quindi persone fragili e facilmente assoggettabili. Difficilmente si annoverano tra i tdG laureati o persona di elevata cultura se non per calcolo o per tornaconto. Elaborano un approccio basato prima sull’ascolto, poi sull’aiuto, poi sulle illusioni di una vita migliore, su una famiglia allargata quella di fratelli e sorelle ipotetiche, che sono sempre pronti ad accogliere ed abbracciare anche in senso fisico i malcapitati. Poi si passa all’indottrinamento, poi all’isolamento, e ultimo e più grave, creare col lavaggio del cervello una coscienza e non una fede, perchè e sulle coscienze che fanno affidamento, sui sensi di colpa e non sulla fede. Condizione dalla quale è difficile uscirne senza creare divisioni nelle famiglie, tra genitori e figli, mogli e mariti, e con il terrore più assoluto di non avere più la forza di affrontare un mondo che è difficile da riconoscere, dal quale ci si rende conto di non appartenere più. SIETE NEL MONDO MA NON NE FATE PARTE i tdg riescono in questo intento!
L’unica cosa che posso affermare, senza dare consigli o pareri è che Dio, il Divino è dentro di noi, basta prenderne coscienza, che nessuno, religioni o sette ha il diritto di intraporsi tra queste due Entità; che chiunque condanna ad una vita di schiavitù mentale i propri simili, lo fa solo per tornaconti economici o criminali.

La mia esperienza è anche una testimonianza per affermare, che da certe prigioni se ne può uscire e senza voltarsi indietro!

Patrizia

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Una risposta

  1. 3 Giugno 2023

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