MA COME FAI A CREDERE ANCORA IN DIO?

Ogni giorno che passa subiamo grandi cambiamenti traumatici in campo della nostra vita, variazioni storiche, culturali, geografiche.

Assistiamo a Pandemie, guerre, inondazioni, povertà, carestie, terremoti, lutti, problemi seri che vediamo non più solo alla televisione, ma sono diventati i nostri problemi quotidiani.

Impariamo sulla nostra pelle, negli anni, che esiste una sorta di progetto di vita di fondo rispetto al quale dobbiamo piegarci e adattarci.

Ci illudiamo di avere il libero arbitrio, e su alcune cose abbiamo potere di scelta, ma, che ci piaccia o meno, sono veramente poche rispetto alle quali siamo veramente liberi di scegliere.

Siamo all’interno di un progetto più grande di noi, entro il quale siamo chiamati a muoverci, riconoscendo che non è semplice, anzi è molto faticoso, perchè si perdono le certezze, i punti fermi scompaiono.

Sorgono infiniti dubbi, al punto che, talvolta, si finisce col non farsi più domande.

Di fronte a traumi collettivi tanto vasti, oltre al versante strettamente personale, individuale, c’è anche quello collettivo, e allora, soprattutto in quei casi sorge il dubbio, sconfortato, sconsolato, a volte magari anche rabbioso: MA ESISTE VERAMENTE DIO?

E se esiste, come posso fidarmi di Lui se consente tutto questo?

Possiamo rispondere facendo leva sulle risposte stereotipate che innumerevoli organizzazioni religiose adducono dall’alto dei loro podi, ma temo che servirebbero a poco, soprattutto a chi vive in prima persona queste dolorose esperienze.

Credo, che le risposte si debbano e si possano trovare in noi stessi, passata l’ondata emotiva e di fatica anche fisica che spesso queste esperienze comportano.

  • Cosa mi sta insegnando questa nuova vita?
  • Come sono cambiate le mie priorità di vita oggi?
  • Cosa conta veramente per me ora?
  • Quali pregi che non conoscevo sono emersi in me grazie a questa situazione?
  • Cosa ho imparato ad apprezzare della vita che rima non facevo?
  • Come sono cambiate le mie relazioni con gli altri?
  • Come posso essere utile al mio prossimo?

Ma sappi che anche se hai tovato le risposte, ci sarà sempre qualcuno che ti chiederà: “MA COME FAI A CREDERE ANCORA IN DIO?”

Come se il “credere” fosse una “cosa” ormai passata, che andava bene per la vita di qualche secolo fa, ma che non è certo l’atteggiamento dell’uomo moderno, di chi è informato di chi conosce come funziona la vita oggi, di chi studia e si tiene aggiornato.

Poi bisogna tener conto che credere in Dio oggi è diventato un tabù.

Non se ne può parlare liberamente, perché è giudicato politicamente scorretto.

Se si cerca di iniziare una conversazione sul “credere in Dio o no”, questo argomento di solito, parte da pregiudizi e si arriva ad un’accesa discussione.

In un mondo che è disposto a credere agli oroscopi e alle cartomanti, che si prostra ad adorare calciatori, artisti ed ideologie politiche, credere in Dio è considerata una cosa da bambinoni non da uomini veri.
Esistono poi persone, schiave della superstizione, che vanno in crisi per uno specchio rotto o per del sale rovesciato.

Tali persone dicono di non poter credere in Dio perché non è possibile dimostrarne l’esistenza scientificamente.

Poi ci sono quelli a cui è stato insegnato a non avere fede e neppure se ne rendono conto. Citano apparenti discrepanze nella Bibbia senza neppure sapere davvero di cosa stanno parlando. Lo fanno perché lo hanno letto o sentito da qualche parte e l’hanno preso per buono per dare adito alle loro convinzioni.

C’è chi dice di non avere fede perché non ha fiducia nella Chiesa, senza riflettere sul fatto che la Chiesa è composta di uomini che sbagliano.

Personalmente credo che chi è abituato a pensare sa che esistono molte cose che non siamo in grado di comprendere e spiegare pienamente ma che comunque esistono.

Credere in Dio è qualcosa che nasce dentro e che non ha una spiegazione razionale.

Di sicuro però, quando senti di avere fede è perché sai che Dio esiste.

Quando ti innamori non puoi trovare delle spiegazioni razionali al tuo sentimento, sai soltanto quello che provi e quello che vivi. Le persone che ti circondano si accorgono di quello che provi dal tuo comportamento, dagli effetti che quell’amore ha sulla tua vita. Anche se non possono sentirlo, nessuno si sognerebbero di mettere in dubbio l’esistenza di quel sentimento. 

Credere in Dio è la stessa cosa ma tutti vogliono delle prove sulla sua esistenza, con quale risultato?

Dio è scomparso dalla vita delle persone e quel che resta è un grande vuoto interiore.

Credere in Dio, vuol dire riconoscere che Dio permette di “stare in piedi” (secondo l’etimologia ebraica del verbo credere); credere in Dio significa vivere, pensare, agire, amare la vita, secondo lo stile di Gesù, senza che nessuno sia obbligato a vivere in una maniera piuttosto che in un’altra: Dio lascia libero ogni uomo di decidere come vivere la propria vita.
Ma ciò non significa che vivere credendo in Dio o vivere senza credere in Dio sia la stessa cosa. Nella vita bisogna decidere su chi (o su cosa) fondare la propria esistenza, quali legami permettono di esprimere al meglio la grandezza e la fatica dell’essere umano.

Gesù si è posto nella storia e si propone sempre ad ogni uomo come il modo migliore per vivere la vita. Una volta riconosciuto in Lui la forza e il legame che permette di esistere, il cristiano “dovrebbe” vivere secondo il modo in cui Gesù ha vissuto.
Credere in Dio implica sicuramente la decisione, di fondare la propria vita su di Lui, e di seguire i suoi insegnamenti come il modo migliore per vivere.

Come risponderesti alle seguenti domande:

MA ESISTE VERAMENTE DIO?

MA COME FAI A CREDERE ANCORA IN DIO?

A.B.

M.L.

P.C.R.I.S.

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