AUSTRALIA, RELAZIONE STORICA SULL’INCHIESTA PARLAMENTARE CONTRO LE SETTE E I GRUPPI AD ALTO CONTROLLO: PRESENTATE 39 RACCOMANDAZIONI
Il 29 luglio 2026 è stata depositata al Parlamento dello Stato di Victoria (Australia) la relazione finale dell’Inchiesta Parlamentare sui metodi di reclutamento e sugli impatti delle sette e dei gruppi di frangia organizzati (Inquiry into the recruitment methods and impacts of cults and organised fringe groups).
La relazione, intitolata “Coercion and harm in high-control groups” (Coercizione e danno nei gruppi ad alto controllo), si articola in due volumi:
- Volume 1 – Crossing the line (“Oltrepassare la linea”): analizza il funzionamento delle dinamiche di controllo coercitivo nei gruppi ad alto controllo e definisce 98 rilevazioni ufficiali (findings) e 39 raccomandazioni concrete indirizzate al governo.
- Volume 2 – In their words (“Nelle loro parole”): raccoglie le testimonianze dirette di ex membri, vittime e familiari, illustrando le tappe del reclutamento, i condizionamenti psicologici e l’impatto a lungo termine sulle persone.
I punti chiave della notizia
1. Approccio basato sui comportamenti, non sulle credenze
Uno dei principi cardine sanciti dalla Commissione è la distinzione fondamentale tra libertà di culto/ideologia e abuso comportamentale: l’indagine non giudica i credi religiosi, spirituali o ideologici, ma si focalizza sui comportamenti lesivi e le tattiche di controllo psicologico adottate dalle organizzazioni. Viene chiarito che un gruppo settario si definisce per come agisce, non per ciò in cui crede.
2. Riconoscimento del “Controllo Coercitivo di Gruppo”
L’inchiesta riconosce che il controllo coercitivo — tradizionalmente analizzato nell’ambito della violenza domestica — si manifesta con dinamiche identiche e devastanti anche all’interno di gruppi ad alto controllo. Tra le tattiche rilevate figurano:
- “Love bombing” e isolamento progressivo dalla famiglia e dagli amici;
- Monitoraggio digitale e sociale, con limitazioni alla libertà personale e di movimento;
- Sfruttamento economico e lavorativo, inclusa la richiesta di donazioni forzate e lavoro non retribuito;
- Soppressione del pensiero critico tramite la paura, la colpevolizzazione e la punizione di qualsiasi dissenso;
- Ostruzionismo all’assistenza medica e psicologica e, nei casi più gravi, abusi e ritorsioni sui minori.
3. Le 39 raccomandazioni per il Governo
Le raccomandazioni formulate dal comitato puntano a una riforma legale, sociale e istituzionale focalizzata su:
- Riforme legislative: valutare miglioramenti alle leggi esistenti per perseguire le condotte di coercizione e abuso di potere perpetrate in contesti di gruppo;
- Servizi di supporto specializzati: creazione e finanziamento di reti di assistenza informate sul trauma (trauma-informed services) per sostenere ex membri nella fase di uscita, de-indottrinamento e reinserimento sociale;
- Formazione e prevenzione: sensibilizzazione delle forze dell’ordine, degli operatori sanitari e dei servizi sociali affinché sappiano riconoscere i segnali del controllo coercitivo di gruppo;
- Protezione dei minori e canali sicuri di segnalazione: rafforzamento delle tutele per i minori cresciuti in ambienti ad alto controllo e percorsi protetti per denunciare abusi fisici, finanziari e sessuali.
Perché questa notizia è fondamentale per la prevenzione e l’informazione
Il rapporto rappresenta una pietra miliare a livello internazionale, poiché stabilisce un precedente istituzionale chiaro: le condotte manipolative e il controllo coercitivo non possono trovare giustificazione né scudo nella libertà di religione.
Il governo dello Stato di Victoria avrà sei mesi di tempo per rispondere formalmente alle 39 raccomandazioni formulate dalla Commissione.
Notizia tratta da: https://www.abc.net.au/news/2026-07-29/cult-inquiry-recommendations-victoria-fringe-groups/106971052
Il commento di Quo Vadis a.p.s.
La relazione finale del Parlamento di Victoria rappresenta una pietra miliare che la nostra associazione accoglie con grande valore. Tra il vasto materiale acquisito ed esaminato dalla Commissione nel Volume 2 (In their words), figurano in modo significativo numerose deposizioni ed esperienze dirette di ex appartenenti ai Testimoni di Geova. Le loro narrazioni sono state analizzate come casi guida delle dinamiche ad alto controllo: dall’ostracismo sistematico (shunning) contro chi lascia il gruppo, all’isolamento familiare, fino alle pressioni sul rifiuto di determinate cure mediche e allo scoraggiamento dell’istruzione universitaria. Il riconoscimento formale del “controllo coercitivo di gruppo” e la distinzione netta tra libertà di culto e abuso comportamentale sono esattamente le battaglie culturali e informative che Quo Vadis a.p.s. porta avanti ogni giorno.
Ci auguriamo che anche in Italia si possa aprire un dibattito istituzionale e legislativo di pari livello, capace di tutelare le vittime, proteggere i minori e creare reti ufficiali di supporto informate sul trauma. Se tu o un tuo familiare vi trovate in una situazione di sofferenza o isolamento a causa dell’appartenenza a un gruppo ad alto controllo, ricordati che non sei solo: Quo Vadis a.p.s. è a tua disposizione per ascolto, orientamento e supporto.
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