POLITI:” NEGARE IL DIRITTO ALLA VITA È DAVVERO UN FATTO DI SANGUE”

“Tu sai quello che devi fare” 

Poche parole che pesano come un macigno sulla coscienza di Rocco Politi, ex anziano dei Testimoni di Geova.

“Voglio precisare che il mio intervento – chiarisce Politi – non è mosso da rivalsa o vendetta, tutto nasce da un pentimento sincero e dal senso di solidale umanità che dovrebbe sempre difendere e supportare la vita.

Tornando alla frase iniziale, quella è la formula magica utilizzata dai discepoli del sodalizio religioso cui appartenevo, di fronte alla possibilità di effettuare una trasfusione ematica: tutti parlano di brillante apertura rispetto a questa pratica – sottolinea – Non è tanto un cambiamento innovativo, quanto un ravvedimento che mi scuote l’anima.

Sono stato – prosegue -responsabile del Comitato di Assistenza Sanitaria di Modena e provincia:  il mio incarico era quello di indirizzare l’appartenente a questa congregazione a rifiutare di ricevere sangue – la voce del nostro interlocutore, non nasconde l’emozione – Chissà quante volte, io abbia incoraggiato scelte che abbiano portato a lasciarsi morire.

Difficile credere – aggiunge – Io non abbia avuto la forza per uscire prima da questa forma di coercizione: ammetto di essermi schierato dalla parte sbagliata, a cui ero legato da un rapporto comunque poco sereno – continua – Anni di plagi e manipolazioni, lo dico in maniera responsabile, ho creduto in quello che facevo, pensavo di predicare la salvezza invece in qualche modo ho allontanato le persone dalla VITA.

Ho bruciato le tappe all’interno dell’organizzazione, ho avuto ruoli importanti a livello amministrativo e a 23 anni ero già un anziano: un percorso di promozioni al servizio di altri, intanto stavo perdendo il mio essere”.

A proposito della scelta di affidarsi a cure mediche attraverso il ricevere sangue – dichiara – Per me segna una nuova sconfitta, ricordo il calvario di persone che, rifiutando la giusta assistenza medica entrarono in un’agonia senza fine: un percorso che talvolta, ha portato al decesso.

I miei convincimenti di allora, un vento di morte, spazzati via da un’ aria nuova che profuma di vita: credo che dietro questo ripensamento dei Testimoni di Geova ci sia il segnale inequivocabile di un opportunismo per ottenere riconoscimenti a livello sociale – conclude – Per me non cambia alcuna cosa, chiedo scusa per gli errori commessi e questo programma dogmatico è una pugnalata al cuore: a livello squisitamente personale è l’ennesima conferma di avere divulgato questioni errate; per certi versi rappresenta un riscatto parziale, sicuramente positivo, perché diverse persone si salveranno attraverso terapie e somministrazioni”.

Per qualcuno si parla di svolta storica, ma non certo per chi è fuoriuscito da quel Regno che è costato finora tante lacrime e poco sangue.

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